Da rottame a risorsa, definito il confine sottile della nuova “materia prima”

Dopo 10 anni di confronti sembra arrivato il momento di dare una corretta definizione dei rottami metallici e delle leghe, inscrivendoli tra i "prodotti" le cui caratteristiche e peculiarità li qualificano per essere riutilizzati nei cicli produttivi. Il sistema del riciclo ha ottenuto una tale credibilità ed efficienza che il vecchio concetto del riuso (più adatto ad un utilizzo differito o riadattato della materia) può essere sostituito da un ben più rappresentativo "neociclo", una definizione che valorizza maggiormente il nuovo ciclo di vita della materia che nei processi di nuova-produzione non solo riacquista vita e utilità, ma viene spesso accresciuta nelle performance.
Il regolamento (CE) 333/2011 del 31 marzo 2011 (pubblicato sulla Guue L 94 dell'8 aprile 2001) stabilisce i criteri di definizione dei prodotti, una prima applicazione dell' "End of Waste", introdotto dall'art. 6 della direttiva 2008/98/CE sui rifiuti e codificata nell'ordinamento nazionale dall'articolo 184-ter del Dlgs 152/2006 (modificato dal Dlgs 205/2010), (fonte: Sole24Ore). Meno rifiuti dunque perchè più esteso lo spettro delle materie da riutilizzare. Da oltre 10 anni dunque, amministrazioni pubbliche e aziende private, dibattono se iscrivere o no i metalli tra i rifiuti, ovvero: tra i prodotti neocliclabili della produzione. I 7 articoli e i 3 allegati dedicati a questo capitolo, decretano che i rifiuti metallici possono essere definiti tali in virtù della loro componente principale, ovvero uno tra i principali componenti metallici: ferro, acciaio, alluminio e leghe di alluminio. Per accedere agli impianti di neociclaggio i rifiuti devono aver subito tutti i processi di lavaggio, smontaggio, separazione da altri agenti inquinanti, taglio frantumazione, essere integralmente trattati per poter accedere al loro nuovo ciclo di vita. Una specifica dichiarazione viene rilasciata dal produttore o dall'importatore. La dichiarazione deve essere conservata per almeno un anno. I controlli, il monitoraggio la formazione del personale coinvolto deve essere costante e regolare, inoltre, per alcune materie, sono adottate restrizioni specifiche a differenza delle più comuni valide per ferro e acciaio, come per l'alluminio, per il quale sono esclusi: limatura, scaglie e polveri contenenti emulsioni oleose, fusti contenitori. Sono ammessi gli apparecchi fuori uso che contengono vernici.
Una legislazione che tenta di anticipare possibili strappi tra stati che indipendentemente sentono il bisogno di avviare un processo di regolamentazione dei rifiuti. L'autonomia di ognuno può generare cosi tante specificità da rendere successivamente impossibile il transito di materie diversamente classificate all'interno del mercato internazionale. Limitare l'estrazione di risorse naturali, aumentare di livello di riciclo delle materiale, raccogliendo di più e raccogliendo meglio. Continua senza freno la grande rivoluzione culturale che sta stravolgendo pacificamente e lentamente le abitudini e le tradizioni industriali del mondo moderno. Gli angoli legislativi di ogni governo sono chiamati a concretizzare in azioni reali una tendenza ormai affermata e fortemente richiesta da persone e ambiente. Per la prima volta nella storia della civiltà moderna, l'uomo ha la possibilità di unire l'utile al dilettevole, cambiare in meglio per fare meglio, conservare, creare sostenibilità, creare profitto e benessere, superare finalmente quel conflitto ideologico che lo ha spinto per decenni a scegliere tra "ambiente" e "produzione", creando spaccature e contrasti sociali. L'ambiente ora è un obiettivo primario e l'industria del futuro è lo strumento migliore per poterlo raggiungere.






