Monti taglia, ma il 55% resiste

Monti taglia, ma il 55% resiste

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Appena varata, la manovra finanziaria del neonato governo Monti, non ha lasciato nessuno insensibile. Dalle lacrime amare della Ministra Fornaro, toccata dalla durezza dei provvedimenti sul sistema pensionistico, alla nuova IMU, alla tassazione degli investimenti, all'aumento delle percentuali di contribuzione, la finanziaria Monti dichiara guerra alla crisi, si lancia alla rincorsa dello spread e sfida l'Europa a riporre la fiducia in un paese che non sembra aver perso solo la tripla A.

Pur se mancano ancora delle decise sforbiciate ai costi della politica e della pubblica amministrazione, la manovra d'urgenza, segna una svolta nella politica economica italiana, che acquisisce, all'unanimità, maggiore consapevolezza.

Malgrado siano tanti i provvedimenti restrittivi, resiste tuttavia il baluardo del 55%, una delle operazioni meglio riuscite degli ultimi decenni conserva tutto il suo valore resistendo alla crisi e lasciando uno spiraglio alle aziende e ai privati coinvolti nel settore del serramento. Il mantenimento del contributo per la sostituzione dei serramenti è un segnale importante, che cerca di bilanciare la durezza di provvedimenti collaterali e tende a salvaguardare il business del settore. Alla vigilia della conferenza internazionale di Durban, gli incentivi sulla riqualificazione degli edifici, il miglioramento delle prestazioni termiche e acustiche e la riduzione dei consumi che ne consegue, è il modo più concreto di trasferire al sistema paese una ventata di ottimismo e coscienza green. Nel bisogno, gli uomini si uniscono e con solidarietà cambiano il loro futuro, in un'economia che di unità ha grande bisogno, una strada per il cambiamento è stata tracciata, le opportunità esistono, sta a noi raccogliere la sfida.

 

Vincent Spaccapeli

 Comunicazione